Piumino 550: caratteristiche, materiali e scelta | guida completa

Il piumino che tutti noi arrampicatori vorremmo dovrebbe essere leggero ma caldo, resistente all’acqua e duraturo nel tempo; un falesista potrebbe aggiungere “poco ingombrante” per poterlo riporre comodamente nello zaino, mentre un boulderista lo vorrebbe il più resistente possibile agli strappi: ecco come individuare i fattori che ci aiutano a scegliere quello più adatto alle nostre giornate di arrampicata.

Sommario

MATERIALE

Piuma naturale – Il materiale naturale garantisce un isolamento termico ottimale ed un’elevata comprimibilità dei materiali. Ha delle ottime caratteristiche di traspirabilità, oltre ad essere straordinariamente confortevole grazie alla sua naturale morbidezza. Tra i suoi punti di forza ha anche un peso generalmente minore rispetto ad un piumino sintetico che garantisce lo stesso standard di calore, ed una capacità di mantenere più a lungo nel tempo le sue caratteristiche di isolamento termico.

Il piumino naturale, d’altra parte, è generalmente più costoso, e perde parte della sua capacità di isolare dal freddo quando è in condizioni di forte umidità o pioggia; per questo motivo viene molto spesso abbinato alla DWR Technology (vedi paragrafo sull’idrorepellenza). In generale il piumino naturale è più delicato di quello sintetico per quanto riguarda le abrasioni: da un piccolo taglietto possono iniziare a fuoriuscire nuvole di piume, compromettendone la funzionalità.

La più grande controversia circa il piumino d’oca riguarda l’origine del materiale dell’imbottitura: la maggior parte dei marchi si sta muovendo, se non l’ha già fatto, verso un percorso sempre più sostenibile e nel totale rispetto degli animali. The North Face ha creato e promosso insieme ad altre organizzazioni la diffusione del RDS, ovvero il Responsible Down Standard. E’ un requisito fortunatamente sempre più diffuso tra i produttori di piumini d’oca, e garantisce la tracciabilità totale delle piume utilizzate con i più alti standard di rispetto verso gli animali e l’ambiente. Altri marchi come Arc'teryx hanno delle pagine dedicate alla sostenibilità sui propri siti, attraverso le quali possiamo informarci a dovere sulla metodologia utilizzata per la produzione delle giacche invernali, e di tutta l’attrezzatura in generale.

Materiale sintetico – Isola meglio in caso di umidità, mantenendo lo stesso livello di calore anche se bagnato e garantendo comunque una buona traspirabilità. E’ indubbiamente più economico del piumino naturale e resiste molto meglio alle abrasioni ma, a parità di spessore, è meno caldo e si comprime con più difficoltà. La sua vita media è generalmente più bassa di quella di un piumino naturale, e nel corso degli anni perde la capacità di isolamento termico.

Il piumino sintetico può essere lavato con molta più frequenza di quello naturale, senza che esso perda in fattori di calore ed isolamento. E’ sicuramente più adatto del piumino naturale se lo si vuole usare anche mentre si svolge un’attività sportiva, e chiaramente è l’unica opzione plausibile per chiunque sia “animal friendly”.

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FILLING POWER

Si tratta di un valore espresso in CUIN che indica il rapporto tra il volume occupato dalle piume ed il peso del piumino: più questo numero è alto, meglio è. Questo valore indica che, essendo più voluminose, occorrono meno piume per imbottire il piumino; la capacità di trattenere il calore è maggiore, in quanto piume molto voluminose riescono a trattenere più aria tra loro. Un buon piumino ha un Filling power dai 550 ai 900 CUIN e molto spesso quest’ultimo rappresenta un vero indice di qualità.

PESO/ COMPRIMIBILITA’

La piuma è quasi sempre l’opzione più leggera e comprimibile, quindi ambita per chi deve fare lunghi avvicinamenti e magari ha necessità di trasportarlo dentro lo zaino. Come abbiamo visto, un piumino con un Filling power più alto, avrà anche un peso minore.

Per quanto riguarda la comprimibilità, è la piuma ad essere il materiale più adatto: una volta “srotolato” infatti, il piumino naturale torna velocemente alla sua forma e morbidezza iniziali, mentre il piumino sintetico a lungo andare può iniziare a deteriorarsi e a perdere in capacità di isolamento termico.

CUCITURE

Trapuntato - E’ il più diffuso sistema di costruzione dei piumini, in quanto più rapido ed economico. Tra i suoi vantaggi ha che il peso del piumino resta molto contenuto, visto che le cuciture che lo percorrono in entrambe le direzioni riducono la quantità di materiale al suo interno. Di contro, queste stesse cuciture privano il piumino di alcune zone di calore, creando uno strato non omogeneo.

A scompartimenti – Sono i piumini più cari che troviamo sul mercato: questa procedura è infatti molto più complicata e lunga delle cuciture trapuntate, e richiede più materiale per l’imbottitura. E’ la migliore costruzione a livello di calore ed isolamento termico, ed il risultato è il classico piumino gonfio e morbido già solo alla vista.

TECNOLOGIA

Idrorepellenza – Essendo questa la principale discriminante che porta a scegliere un piumino sintetico piuttosto che un piumino naturale, quasi tutti i marchi hanno sviluppato la propria tecnologia per garantire una protezione efficace contro l’umidità. C’è solo da tenere a mente che l’idrorepellenza si differenzia dall’impermeabilità, e quindi garantisce protezione sotto a una leggera pioggia per un periodo di tempo non troppo prolungato. Ovviamente questo trattamento può andare ad incidere sul costo finale del prodotto, ed è l’unica ragione per cui non tutte le giacche ne sono provviste.

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Antivento – Alcuni piumini presentano un rivestimento esterno a trama fitta che li rende anche resistenti al vento, avendo a volte la doppia funziona di resistere molto bene anche alle abrasioni.

Antiabrasione – Il più noto è il Ripstop, ed è un elemento da non sottovalutare per chi arrampica e spesso è a contatto con elementi molto abrasivi, come i rami degli alberi durante un avvicinamento o la roccia stessa.

Goretex – Si tratta di un vero e proprio rivestimento ed ha le caratteristiche di essere impermeabile e traspirante. L’unico svantaggio è che, essendo un trattamento di ottima qualità, fa salire il costo del prodotto finale.

VESTIBILITA'

Ogni piumino presente sul nostro sito ha una tabella con le relative taglie di riferimento; generalmente si suddividono in Slim e Regular.

CAPPUCCIO / TASCHE

Quelli che sembrano dei dettagli possono fare la differenza a livello di comfort, soprattutto per quanto riguarda il cappuccio. Oltre chiaramente all’opzione che ci sia o meno, alcuni cappucci sono sufficientemente ampi da poter avvolgere anche il casco, mentre altri sono dotati di visiera. Un cappuccio ben aderente alla testa può aumentare il livello di comfort e di calore in generale, ma può rivelarsi molto scomodo se ad esempio usiamo il piumino sotto a un guscio antivento od antipioggia, a loro volta dotati di cappuccio.

Più generico il discorso delle tasche, che possono essere solo esterne od anche interne, quasi sempre dotate di zip. Da porre particolare attenzione alla zip centrale, che sia preferibilmente con tecnologia antinceppamento.

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Quando è stato inventato il piumino

Un piumino rosso

Il piumino[1] è un capo di abbigliamento ideato per coprirsi dal freddo[2].

Evoluzione del classico anorak, il piumino nasce come capo di abbigliamento sportivo. In Italia il piumino è entrato a far parte della moda casual a partire da metà degli anni ottanta, grazie all'intuizione degli stilisti Alberto Aspesi e Franco Moschino, e spinto in parte dalla moda dei paninari. Prende il proprio nome dalla sua imbottitura, che è appunto di piuma d'oca, che conferisce al capo leggerezza, pur non perdendo la capacità di riscaldare il corpo.

Normalmente il piumino attenua il proprio gonfiore tramite le caratteristiche cuciture a liste, che fermano ed appiattiscono l'imbottitura di piume. I modelli più diffusi arrivano alla vita, ma negli anni duemila sono stati prodotti anche modelli che arrivavano fino ai piedi.

Storia della moda

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George Finch, un chimico e alpinista australiano, è accreditato di aver indossato per primo una versione del piumino nel 1922, originariamente realizzato con tessuto a palloncino e piumino[3]. Nel 1936, l'avventuriero Eddie Bauer creò un piumino a seguito di una pericolosa battuta di pesca durante la quale Bauer quasi morì di ipotermia; egli inventò una giacca esterna ricoperta di piume, originariamente venduta come skyliner [4]. Essendo un isolante efficiente, l'indumento all'esterno consentiva di intrappolare e trattenere l'aria calda, rendendolo una scelta molto popolare contro le rigide condizioni invernali. Bauer fu il primo a creare, vendere e brevettare il suo design nel 1939[4]. Nel 1937 il designer Charles James ha sviluppato una giacca con un design simile per l'alta moda. La giacca di James era realizzata in raso bianco ma manteneva un design trapuntato simile; ha etichettato la sua creazione la giacca pneumatica. Il design di James si è rivelato difficile da replicare e la spessa imbottitura all'interno del cappotto ha reso difficile la mobilità della parte superiore del corpo. Il designer credeva che il suo contributo sarebbe stato minore. A questo errore si è posto rimedio poco dopo riducendo l'imbottitura intorno al collo e al giromanica.

Dopo il suo debutto, il piumino rimase popolare per un decennio nelle comunità di sport invernali all'aperto. Il piumino cominciò a servire più del suo scopo utilitaristico negli anni '40, quando fu adattato e commercializzato per i ricchi come strato da sera[4]. Il capo è stato reinventato negli anni '70 come giacca athleisure[5] (uno stile ibrido di abbigliamento sportivo; la parola è un neologismo che unisce le parole 'athletic' e 'leisure') commercializzata specificamente per le donne dalla designer Norma Kamali. Chiamata la giacca del sacco a pelo, la versione di Kamali prevedeva due cappotti cuciti insieme con un'alternativa in piuma sintetica inserita nel mezzo. Negli anni, il piumino è diventato un caposaldo della moda invernale. Versioni luminose del piumino dai colori neon furono indossate in Italia per tutti gli anni '80.

Durante gli anni '90 la giacca aumentò di popolarità poiché una giovane generazione di raver (i partecipanti a feste notturne) si adornava con il piumino, indossandolo per tutta la notte durante i mesi invernali[6]. Una tendenza simile è stata osservata negli Stati Uniti negli anni '90 e all'inizio degli anni 2000, durante i quali famosi artisti hip-hop hanno iniziato a vestirsi con grandi giacche[4].

piumino fiori - Quando è stato inventato il piumino

Designer e influencer della moda del 2020 rifiutano le versioni tagliate e dai colori vivaci della giacca, optando invece per uno strato più lungo, fino al ginocchio, con sottili sfumature di beige[7]. Gli influencer continuano a lodare il capo per la sua capacità di funzionare con ogni occasione di outfit. Un'impennata negli anni '90 continuò ad aiutare la giacca a dominare. La cultura pop riflette questa tendenza poiché artisti hip-hop come Kanye West e Drake possono essere entrambi visti indossare l'indumento in alcuni video musicali[6][8][9].

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